Basilica Concattedrale Parrocchiale San Bartolomeo

Piazza IV Novembre, 8

Descrizione generale del luogo
La Basilica Concattedrale Parrocchiale di San Bartolomeo è un sito religioso di profondo valore storico e culturale, situato nel cuore del centro urbano di Pontecorvo, in provincia di Frosinone. Si erge come una imponente fortezza sulla “Rocca” che si affaccia sul fiume Liri a fianco all’antica e monumentale Torre, salvatasi dagli eventi bellici del 1943/1944, che in origine doveva essere il mastio del castello costruito dal gastaldo Rodoaldo (sec. IX), costituita da grossi blocchi di travertino, che in prosieguo di tempo è divenuto oggi il campanile della chiesa. Il titolo della chiesa pare derivi dalla cappella dello stesso castello, che era dedicata a S. Bartolomeo La prima notizia storica della Chiesa e del suo Arciprete si trova in una pergamena conservata nell’archivio di Montecassino del 1052. La Chiesa ha subito attraverso i secoli terremoti, guerre e perfino i terrificanti bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale e quindi varie trasformazioni ed ampliamenti che testimoniano secoli di fede, arte e architettura. Le poche e frammentarie notizie che si rinvengono al riguardo, risalgono agli anni 1500-1600, perché l’archivio restò distrutto a causa dei bombardamenti che la chiesa subì il 1 novembre 1943, durante la seconda guerra mondiale. Era a tre navate, aveva una cupola decorata con stucchi di stile barocco. Gli affreschi erano di due celebri artisti: Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640) e da Giovanni Battista Gaulli detto il “Baciccia” (1639-1709).
Fu elevata a Cattedrale con la Bolla “In excelsa sedis” di Benedetto XIII in data 23 giugno 1725, con la quale altresì Pontecorvo veniva elevata a Diocesi e a Città. Il Papa Pio XII con Breve della Segreteria di Stato del 15 marzo 1956 innalzava la cattedrale a basilica Minore.
Alla vigilia della sua distruzione durante l’ultimo conflitto mondiale aveva undici altari, tra i quali spiccava l’artistico altare maggiore in marmo,dedicato a S. Bartolomeo, sormontato da una grande tela rappresentante il martirio del Santo titolare, opera del Cav. Bartolini, regalata da Papa Pio IX e gli altari del SS.mo Sacramento, di S. Grimoaldo e di S. Giovanni Battista, patrono di Pontecorvo.
La chiesa era tutta affrescata nel 1917 dal prof. Severino di Napoli e in essa si poteva ammirare il ricchissimo baldacchino-trionfo in legno scolpito e dorato, che serviva per le processioni del Protettore S. Giovanni Battista, dono dei Pontecorvesi emigrati nelle Americhe, pregiata opera del prof. Paracallo di Napoli.
Fu ricostruita dalle fondamenta nell’immediato dopoguerra su progetto dell’architetto Alberto Tonelli a tre navate e in stile romanico moderno e riaperta al culto la notte di Natale del 1950 e consacrata il 17 aprile 1955
La basilica si inserisce armoniosamente nel tessuto urbano del paese, dominando il panorama con la sua facciata solenne e la sua posizione rialzata rispetto al resto dell’abitato.

Caratteristiche distintive
Questa Concattedrale si presenta di architettura romanica moderna, stile severo con facciata confacentesi alla struttura della torre campanaria che è longobarda. Ad essa si accede a mezzo scala in travertino, intonata alla facciata e alla torre campanaria, nonché utilizzando il ponte in ferro e cemento,che collega il sagrato a Via S. Nicone, realizzato negli anni ’80. Nella facciata è pregevole il portale in pietra bianca e il rosone lavorato in travertino romano. Ha tre navate, presbiterio ampio, sollevato dal pavimento della chiesa di oltre un metro. Vi è la sottostante cripta ampia, alla quale si accede con due scale a zig-zag. La chiesa ha tre altari che fanno capo alla tre navate, sono di buoni marmi e di bella fattura. L’abside e il transetto sono stati affrescati da 1961 al 1967 dal celebre artista prof. Ferdinando Monzio Compagnone di Bergamo . In pitture che fanno degna corona al Mosaico rappresentante il Martirio di S. Bartolomeo del Ribera ( detto Spagnoletto) il cui originale si trova al Museo del Prado di Madrid, mosaico donato da Papa Pio XII, sono raffigurati: il Santo Patrono S. Giovanni Battista e i suoi compatroni: S. Grimoaldo Sacerdote, S. Sebastiano e S. Bernardino da Siena. Nella calotta invece è raffigurata la SS. Trinità. Sul frontale d’ingresso si ammira la facciata della Cattedrale su uno sfondo sfumato della Basilica di S. Pietro; a destra il Papa Pio XII, il Cardinale Benedetto Aloisi Masella; a sinistra il vescovo diocesano, gli Arcipreti e i canonici dell’epoca della Cattedrale. Sulla porta maggiore è dipinto un trittico dedicato al patrono S. Giovanni Battista. Sull’arco trionfale sono raffigurati la madonna e gli Evangelisti, mente nei riquadri delle capriate una varietà di simboli in oro zecchino. La superficie complessiva affrescata è di circa 800 mq. La chiesa è illuminata con impianto elettrico al neon, alle colonne e al Coro e a luce a filamento per il restante. Le Via Crucis sono in porcellana a fondo in oro.
Nella Basilica si conserva e si venera il sacro corpo di S. Grimoaldo Sacerdote, già primo Arciprete della stessa e concittadino, il nome del quale è stato registrato nel Martirologio romano nonché un ricco Reliquario in argento che contiene il braccio e la mano destra benedicente del Santo,al quale si attribuiscono grazie singolari narrate nell’antifonario esistente nella Cattedrale. Oltre al Santo titolare in essa si venerano:
S. Giovanni Battista, Protettore della Città, la cui statua risalente al sec. XVII, per essere salvata dai Bombardamenti fu trasportata durante il periodo bellico in varie case private di campagna ed è collocata nella nuova realizzata nel 1983, sul nuovo “Trionfo”, copia fedele di quello distrutto dalla guerra.
S. Bernardino da Siena la cui statua restaurata è collocata nella cappella degli “Affreschi” venne proclamato compatrono di Pontecorvo sopo la sua canonizzazione avvenuta nel 1450, .
S. Sebastiano, che venne proclamato compatrono della città di Pontecorvo, la statua lignea, salvata dalla guerra è stata restaurata e collocata nel 1988 nella nuova cappella degli “Affreschi” di Santa Maria “de canonica”.
S. Liberato Martire, santo locale di cui si hanno scarsissime notizie, tramandate dal benemerito Arciprete Don Valentino Turchetta risalenti al periodo delle persecuzioni al cristianesimo. Le sue reliquie in passato erano conservate sotto l’altare del Santo Protettore e ritrovate tra le macerie dopo la distruzione della cattedrale, furono riposte in un’urna per essere tramandate ai posteri. Furono oggetto di una ricognizione nel 1959 e la cassetta fu collocata sotto l’altare della cappella del Sacro Cuore di Maria ma ora si trova nella cappella degli “Affreschi”.
S. Rocco, che già nel 1703 aveva un altare a lui dedicato nella cattedrale, del quale oggi si conserva una bellissima statua settecentesca ed esisteva anche una chiesa prima della guerra
Punti di forza e bellezze da ammirare
Gli elementi che rendono la visita alla basilica un’esperienza imperdibile, sono oltre alla maestosa facciata, con il campanile che svetta sull’abitato e il panorama che si apre dal sagrato, da cui si gode una vista incantevole sulla valle del Liri e sul borgo di Pontecorvo, le porte di bonzo, nate da un’idea del compianto Arciprete don Antonio Vano che incaricò per testamento il parroco suo successore di realizzarle e una volta montate, il 29 settembre 1995 esse furono benedette. Sono state realizzate dal Centro “Domus Dei” di Roma su progetto dello scultore prof. Guglielmo Savini.
Si caratterizzano per la loro linearità e semplicità. Nella porta maggiore sono raffigurati S. Giovanni Battista, protettore della Città e S. Bartolomeo, titolare della Basilica. Sotto le figure vi sono due stemmi vescovili, quello del Vescovo diocesano ricostruttore della chiesa dopo gli eventi bellici e quello del Vescovo diocesano all’epoca della loro realizzazione. Sulla porta minore sono stati raffigurati due santi locali: S. Grimoaldo, sacerdote e già primo Arciprete della chiesa di S. Bartolomeo nel secolo XII ed i Beato Grimoaldo Santamaria, passionista, annoverato tra beati nel gennaio del 1995. Anche su questa porta nella parte inferire vi sono due stemmi, quello della basilica sotto S. Grimoaldo e quello del Papa Giovanni Paolo II , sotto il beato Grimoaldo, che lo ha dichiarato beato. Sul retro delle porte sono presenti quattro medaglioni in fusine bronzea e precisamente: un manipolo di grano e un tralcio d’uva, simboli dell’Eucarestia; una civetta, simbolo della sapienza, una colomba simbolo della castità e semplicità, oltre che una targa di bronzo che ricorda l’avvenimento.
Vi sono poi gli interni con i suoi affreschi realizzati dal celebre artista prof. Ferdinando Monzio Compagnone di Bergamo e gli affreschi ora sono collocati nella cappella del Battistero, attigua alla Cattedrale, che erano presenti nella Chiesa della “Canonica”, attribuiti a Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, e dichiarati patrimonio storico della nazione, che vennero distaccati dall’abside della fatiscente antica chiesa e fissati su pannelli di vetroresina a nido d’ape.
Degni di nota sono anche i mosaici: quello collocato nell’abside della Chiesa che rappresenta il martirio di San Bartolomeo, realizzato dalla Scuola Vaticana nel 1951, dono di Papa Pio XII,fedele riproduzione del dipinto del celebre artista spagnolo Ribera, conservato nel Museo del Prado a Madrid; quello della Cappella del SS. Sacramento , ricco di colori e smalti, sottolinea la centralità della custodia della Santissima Eucarestia.; quello sulla lunetta della cappella di S. Grimoaldo, per ricordare ai fedeli la sua santità; e l’ultimo sulla lune della sacrestia per ricordare il nostro grande conterraneo S. Tommaso d’Aquino. Le ultime tre opere sono dell’artista Gerardo Della Torre.
Da ammirare poi le vetrate che ornano la Basilica che risalgono agli anni 1987 e 1990 e sono opera del prof. Fernando Ballarini, artista noto in Italia e all’estero. La loro realizzazione è stata curata dal famoso Centro “Domus Dei” di Roma e sono certamente una pregevole opera d’arte contemporanea e creano un gioco di luci all’interno durante le ore di sole e al tramonto.
Sono tutte di ottima forma e di colori vivaci e un gruppo di esse (10 vetrate) si trova nella navata centrale e sviluppa un tema astratto e produce un grande effetto; le altre (7 vetrate) sono di stile classico e raffigurano: l’Annunciazione e la Sacra Famiglia nell’abside; il Mistero eucaristico nel transetto e i Sacramenti del Battesimo, Cresima ed Eucarestia nella navata di sinistra.
Altra opera d’arte contemporanea che merita di essere notata è il trono processionale del protettore S. Giovanni Battista, detto comunemente il “Trionfo”. E’ scolpito a mano su legno dorato di oro zecchino opaco e lucido; è adornato da quattro colonne con teste di angioletti. Sulla parete superiore vi sono scolpiti due bellissimi angeli, che sorreggono l’aureola dell’opera. E’ una copia fedele di quello andato distrutto dalla guerra ed è stato costruito nel 1983 dalla ditta Moroder di Arte Sacra di Ortisei in Val Gardena.
Infine sono da ammirare la statua settecentesca della Vergine, che viene venerata, da tempo antico, con il titolo di “Madonna della Misericordia” , che il venerdì santo viene vestita con abiti di colore nero e portata in processione con la statua del Cristo morto e il Gesu’ Crocifisso, situato a destra entrando in chiesa dopo la porta della torre campanaria in un monumentino al crocifisso inaugurato e benedetto nel 1955 dall’allora Vescovo diocesano Mons. Biagio Musto.. E’ di legno, scolpito dall’Istituto di Arte sacra Goffredo Moroder di Ortisei.

Esperienze e attività per il visitatore
I visitatori possono partecipare a visite guidate organizzate dalla parrocchia o da associazioni locali, che illustrano la storia della chiesa, le simbologie nascoste nell’architettura e il significato delle opere custodite. In alcune occasioni dell’anno, è visitabile la torre campanaria. La Basilica oltre alle celebrazioni liturgiche e alle processioni, ospita eventi culturali e musicali. Appassionati di fotografia, arte sacra e architettura troveranno in questo luogo un soggetto ricco di spunti.
Suggerimenti per la visita
Il momento migliore per visitare la basilica è la mattina, quando la luce entra dolcemente dalle vetrate, oppure al tramonto, quando l’atmosfera si fa più raccolta e suggestiva, sempre comunque evitando gli orari delle sante messe. Le stagioni intermedie, primavera e autunno, sono ideali per evitare l’afa estiva e cogliere la bellezza dell’ambiente circostante. Si consiglia di osservare con attenzione l’altare maggiore, le cappelle laterali e gli affreschi del presbiterio, che raccontano episodi della vita del santo patrono.
Eventuali limitazioni all’accesso o raccomandazioni
L’accesso alla basilica è gratuito, ma durante le celebrazioni religiose potrebbe essere limitato per i turisti. L’orario di apertura varia a seconda del periodo dell’anno, con orari ridotti nei giorni feriali e aperture prolungate nei fine settimana e in occasione di eventi religiosi. La struttura è parzialmente accessibile a persone con mobilità ridotta, grazie a rampe esterne, ma alcune aree interne (come la cripta) potrebbero presentare difficoltà di accesso. È raccomandato un abbigliamento consono al luogo sacro.

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